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Recensioni su anthea
ANTHEA
Basato su 1 recensioni
Specializzazione : ospedali
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"L'apparenza inganna"


enzobari71, Bari
Recensione del 17/07/2017
Sono stata sottoposta ad un intervento di sostituzione valvolare aortica e riparazione valvolare mitralica eseguito nel novembre 2016 dal Dott. Giuseppe Speziale presso l’Anthea Hospital di Bari. In occasione del colloquio pre-operatorio venivo tranquillizzata dallo stesso Dott. Speziale, il...
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... quale con assoluta sicurezza affermava trattarsi di un intervento di routine i cui rischi erano pari allo 0,… % e che la degenza sarebbe stata di una decina di giorni in Anthea e altri 10 giorni circa alla Fondazione Maugeri di Cassano per la riabilitazione. Il Dott. Speziale dopo l’intervento comunicò alla mia famiglia che tutto era andato bene e che l’intervento non aveva presentato complicazioni. Già durante la degenza post operatoria tuttavia mi rendevo conto che c’era qualcosa che non andava anche perché chi, prima di me, aveva già subito questo intervento, si era rimesso in tempi molto più rapidi. Nonostante comunicassi le mie sensazioni al personale medico, gli stessi puntualmente minimizzavano dicendo che era tutto normale (nel frattempo il Dott. Speziale era un fantasma in quanto sempre impegnato in sala operatoria). Secondo programma, dopo 13 giorni, sono stata dimessa e mandata alla Fondazione Maugeri di Cassano sulla quale è meglio stendere un velo pietoso. Struttura fatiscente e lontana dalle più elementari regole di igiene. Non mi capacito tutt’oggi come possano mandare gente che ha subito un intervento cardiochirurgico assai delicato come il mio in una tale struttura per la riabilitazione. Terminato tale periodo finalmente torno a casa. Tuttavia le sensazioni di spossamento, stanchezza, debolezza e inappetenza persistevano anche a distanza di ormai più di un mese dall’intervento. Tornavo all’Anthea per la rituale visita di controllo a un mese e venivo ricevuta da un medico molto giovane e non dal Dott. Speziale come mi sarei aspettata che, guarda il caso, era impegnato. Esponevo le mie sensazioni di malessere diffuso a questo giovane medico il quale, senza nemmeno approfondire o esaminare i referti degli esami, mi liquidava, dopo pochi minuti, con il classico “signora non si preoccupi… è tutto normale….”Nelle settimane successive continuavo a sentirmi sempre debole e sempre stanca. Non riuscivo ad affrontare neanche il minimo sforzo. Subito dopo il periodo delle festività, a gennaio incominciai ad avere frequenti episodi di febbricola. Mi decido a tornare all’Anthea per chiedere spiegazioni e vengo sottoposta dal Dott. Siro ad una fastidiosissima ecografia transesofagea durata stranamente pochi minuti. Referto dell’esame: tutto negativo! La febbricola tuttavia continuava a persistere e accentuava ulteriormente la mia sensazione di astenia. Il mio cardiologo di fiducia preoccupato mi suggeriva di ripetere quanto prima l’ecografia transesofagea ma questa volta mi consiglia di rivolgermi al Policlinico di Bari, dove una bravissima Dr.ssa De Michele mi sottoponeva all’esame impiegando oltre due ore. La diagnosi relativa all’esame fu terribile: Endocardite batterica. In sostanza un batterio, che poi è risultato essere l’Enterococco faecalis che generalmente si contrae in ambito nosocomiale, aveva intaccato la nuova valvola aortica e stava facendo notevoli danni. Venivo subito ricoverata al Policlinico per la tempestiva terapia antibiotica, prima ad ampio spettro e poi mirata. Nel frattempo la bravissima Dr.ssa De Michele aveva contattato la cardiochirurga Dr.ssa Lucia Torracca presso l’Istituto Humanitas di Rozzano vicino Milano per concordare un re-intervento cardiochirurgico. Dopo circa 20 giorni di terapia antibiotica al Policlinico di Bari, salivo sul primo aereo per Milano. Vengo accolta in una struttura, l’Humanitas, dove sin da subito riscontravo estrema competenza e umiltà. La Dr.ssa Torracca, che non smetterò mai di ringraziare, mi operava dopo tre giorni dal mio arrivo ed eseguiva un delicato intervento cardiochirurgico di “Re-Do” reso ancora più difficile dalle aderenze dei tessuti. La degenza post operatoria e la contestuale riabilitazione cardiorespiratoria fatta tutta in Humanitas, fu completamente diversa. Una squadra eccezionale di medici e paramedici che con un sorriso, con una umanità mai vista, si prendevano cura di me in modo scrupoloso e maniacale fino all’ultimo giorno di permanenza.Ora sono tornata a casa. La mia vita sta, pian piano tornando alla normalità, ma resta viva in me l’esperienza di trascuratezza e superficialità trovata a Bari presso l’Anthea dove l’unica cosa che sta a cuore ai medici non è certo la salute dei pazienti ma ben altro. Inoltre, dopo aver fatto delle ricerche, ho scoperto che il mio non è stato un caso isolato. Ho sentito di altri casi analoghi dove alcuni medici di Anthea hanno risposto ai parenti dei pazienti che avevano avuto complicanze con un vergognoso: “mi dispiace ma il suo familiare è stato sfortunato”… A voi le conclusioni…Spero che questa mia esperienza possa in qualche modo essere utile a tutti coloro che dovranno, in futuro, affrontare un intervento di cardiochirurgia e si tengano ben lontani da medici e strutture come quelle in Anthea dove fanno i fiscali per gli orari di visita ai pazienti e nel frattempo ci sono medici della terapia intensiva accaniti fumatori. Basta avvicinarsi per rendersene conto.
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